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ANARCHISMO/COMUNITARISMO: SVILUPPI PARALLELI DI UN’IDEA

 

 Essere Anarchici, Comunisti, Libertari, Comunitaristi, non significa voler la piatta uguaglianza delle usanze, dei costumi e dei popoli del globo intero.

Certamente siamo internazionalisti, ovvero per l’unione internazionale degli sfruttati, delle classi lavoratrici, del «proletariato» e dei diseredati del mondo intero.

Essere Internazionalisti nulla però vuol dire se non si è per l’uguaglianza, la fratellanza e la libertà di ogni individuo solidale con la propria comunità e popolo.

Abolire le frontiere, unirsi per il socialismo, creare una società retta sul comunismo e federata in libere comunità di individui solidali, non equivale affatto al livellamento ed all’appiattimento uniforme di tutte le «differenze» che esistono tra gli uomini e le donne di questo pianeta.

 Ciò non è soltanto la considerazione di chi ora scrive, ma anche storici personaggi della sinistra alternativa e comunista del passato e del presente e teorici di validissime Idee hanno sostenuto questo.

Vale citare Michele Bakunin, teorico e primo agitatore Anarchico, che nel Programma della Società Internazionale Rivoluzionaria del 1865 scrive : 

«L’ uguaglianza non implica il livellamento delle differenze individuali, né l’identità intellettuale, morale e fisica degli individui. La diversità delle capacità e delle forze, le differenze di razza, di nazione, di sesso, di età e di individuo, lungi dall’essere un male sociale, costituiscono al contrario la ricchezza dell’umanità.»

Per tornare ad oggi, anche il prof. Costanzo Preve , da ottimo studioso marxista, ha espresso un concetto simile riassumibile nella sua famosa frase «Il comunismo non è una società socialista ulteriormente egualizzata e livellata, ma è una comunità di libere individualità.»

Il pensiero Anarchico Sociale parla di federalismo libertario, ovvero libere comunità antiautoritarie indipendenti e solidali tra loro. Ma questo non è anche un principio del Comunitarismo? Del nostro Comunitarismo?

Sulla questa omonima rivista, più volte sono stati pubblicati articoli di Anarchici «classici» e «moderni» del calibro di Murray Boockin, Pierre Joseph Proudhon, Noam Chomsky, questo forse a testimoniare una certa affinità nei discorsi di Municipalismo Libertario, Comunità Libertarie, Democrazia Diretta, ecc.

L’Anarchismo è una idea politica che a sua volta si divide in ramo «Sociale» (ovvero quello classico, rappresentato dalle idee di Proudhon, Bakunin e Malatesta); «Individualista/Nichilista» (rappresentato dalle idee di Max Stirner, sull’unione degli egoisti; dall’azione distruttrice di Sergeij Necaev, ex collaboratore di Bakunin).

Non tutto l’Anarchismo può trovarsi concorde con il parallelismo avanzato in questo articolo, per il sol fatto che esistono anche altri e «diversi» anarchismi, non sempre affini tra loro.

Basti pensare che lo stesso Michele Bakunin, nelle Tre Conferenze sull’Anarchia, bollò gli Individualisti come «falsi fratelli socialisti».

In ultima istanza rimane una sola questione da risolvere: un buon anarchico di fede sociale, può oggi definirsi anche un Comunitarista?

Lontano da futili pregiudizi sul termine, con apertura intellettuale, lungimiranza e distanza dalle teorie di un certo marxismo, e con un pizzico d’azzardo, io credo proprio di si!

 

 Vincenzo J. Cialini