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CONTRO LA TURBOGAS: EVITIAMO LA CATASTROFE ECOLOGICA Evitiamo la catastrofe ecologica! Sono passati circa due anni da quando la Società Energia S.p.a. presentò il suo progetto per la costruzione di una centrale termoelettrica a ciclo combinato, alimentata a gas, da 780 Mwe di potenza, da costruire nel Comune di Aprilia (LT), più precisamente, nella zona periferica di Campo di Carne. Tale zona, lungi dall'essere (come si vorrebbe far credere) un'area agricola scarsamente popolata, ha invece conosciuto negli ultimi venti-venticinque anni un consistente fenomeno di inurbamento spontaneo, tanto da diventare una delle aree a maggior concentrazione abitativa di tutto il comprensorio. Le carte usate strumentalmente dai promotori del progetto per dimostrare la fattibilità dello stesso sono vecchie di almeno trent'anni e mostrano una realtà che non corrisponde assolutamente a quella di oggi (miracoli della geopolitica). Naturalmente, gli abitanti del luogo interessato, ma anche quelli dei comuni limitrofi (visto che l'impianto irradierà i suoi effetti per un raggio di oltre 30 Km) non ne vogliono sapere. La Turbogas brucerà un miliardo di metri cubi di gas l'anno e produrrà parecchie centinaia di tonnellate di polveri fini e ultrafini, le più pericolose in assoluto per la salute umana e animale: 4400 tonnellate di ossidi di azoto, 2600 tonnellate di monossido di carbonio, 5900000 tonnellate di CO2 e 730 tonnellate di polveri totali; tutte sostanze talmente piccole e sottili da entrare nell apparato respiratorio direttamente attraverso la pelle per finire dritte dritte nel sangue, causando malattie polmonari e cardiocircolatorie, infarti, leucemie, tumori e altre patologie minori. Dal sito in cui è prevista l'istallazione della centrale, per un perimetro di circa 5/6 Km, ci sarà un innalzamento della temperatura di 2/3 gradi centigradi che muterà l'ecosistema di tutta l'area circostante, creando sofferenze e complicazioni per le persone, gli animali, le piante, arrecando un grande danno all'ambiente e all'agricoltura. Inoltre, per far funzionare l'impianto, occorrono 1750000 litri di acqua al giorno, che dovrà essere prelevata dalle falde acquifere, causando il relativo prosciugamento delle stesse nel periodo estivo, il che significherà inevitabilmente: rubinetti asciutti. C'è da dire poi che l'anidride solforosa, unita ai gas di scarico e all'inquinamento dovuto alla presenza di numerosi altri stabilimenti industriali, provocherà piogge acide che cadranno sui terreni coltivati inquinando la frutta, la verdura, la carne e il latte del bestiame da pascolo, con danni incalcolabili per i prodotti agroalimentari locali. Infine, nei tre anni di cantiere che serviranno per costruire la centrale, sulle strade locali transiteranno quotidianamente centinaia e centinaia di mezzi pesanti, in particolare sulla Statale Nettunense, andandosi ad unire al già ipercongestionato traffico di questa zona: ciò vuol dire che nel periodo estivo in cui le località marinare di Anzio e Nettuno saranno prese d'assalto da orde bibliche di vacanzieri e turisti della domenica, provenienti in particolar modo dalla Capitale, per fare poche centinaia di metri in automobile saranno necessarie ore o ore di fila in quello che somiglierà ad un vero e proprio girone dantesco... Gli apriliani ricordano bene il giorno in cui Piero Marrazzo, allora in piena corsa per la poltrona di Presidente della Regione, venne nella loro città in cerca di voti promettendo solennemente che mai e poi mai, se lui fosse stato eletto, avrebbe permesso lo scempio della Turbogas ad Apilia. La Regione Lazio, dopo tanti tentennamenti depistatori, ha recentemente dato il via libera definitivo alla costruzione della Turbogas, praticamente all'unanimità, con le uniche defezioni di Verdi, PRC e PdCI che, si badi bene, non hanno espresso parere contrario ma, semplicemente, non si sono presentati a votare. Destra e Sinistra, ancora una volta, hanno calato la maschera mostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, che, nonostante fingano di azzannarsi, i due poli sanno fare blocco unico quando si tratta di calpestare la volontà popolare in nome del profitto degli amici e degli amici degli amici. Alla popolazione infuriata per il raggiro, Marrazzo non ha saputo rispondere se non con un laconico comunicato in cui vengono tirate in ballo le solite storie: i superiori interessi generali, il fabbisogno energetico, le nuove opportunità di lavoro, la non pericolosità dell'impianto...peccato che alle sue rassicurazioni in fatto di compatibilità ambientale non creda più praticamente nessuno; peccato che non ci sia nessun problema di fabbisogno energetico (il Lazio produce già un 30% in più di energia elettrica rispetto a quella consumata); peccato che la realizzazione della Turbogas verrà affidata a ditte appaltatrici di fuori e non porterà posti di lavoro se non a medici oncologici e becchini. La verità, che nessuno nei palazzi del potere ha il coraggio di dire, è che la costruzione della Turbogas è stata decisa perché questa servirà a smuovere un grosso giro di soldi e tutti, nel mondo della politica e degli affari, sono pronti a buttarsi a pesce in questo gigantesco magna-magna. Riassumiamo: in Regione sono tutti favorevoli, al Comune sono tutti contro (ma i più lo fanno perché cavalcano la tigre, al momento opportuno si riallineeranno con i diktat delle segreterie di partito), solo i cittadini sono irremovibili: qui la Turbogas non la vuole proprio nessuno. Sulla scia dei grandi movimenti popolari NO TAV, NO PONTE e NO MOSE, ora ad Aprilia e in tutto il Nord Pontino è nato e sta prendendo sempre più forza il movimento NO TURBOGAS per l'autodeterminazione, la difesa della salute e dell'ambiente, per uno sviluppo sostenibile contro le grandi opere inutili e dannose, contro le speculazioni sulla pelle dei cittadini: questo è il momento di agire e di reagire, in maniera energica e risoluta! La gente di questa città, una città giovane che ha appena settant'anni e i cui abitanti provengono un po' da tutte le regioni d'Italia, si sente finalmente unita nella lotta contro il mostro biochimico. Paradossalmente questa battaglia, che va di pari passo a quella, importantissima, che si combatte da oltre due anni contro la privatizzazione del'lacqua, sta creando in questa comunità un senso di appartenenza e di attaccamento verso una terra fino ad oggi percepita come matrigna; un nuovo spirito civico sta nascendo in questa gente per troppo tempo rimasta passiva mentre, altrove, altri decidevano per loro. Per noi che da sempre sosteniamo la democrazia diretta, in contrapposizione alla democrazia rappresentativa che svuota i semplici cittadini di ogni potere decisionale e di controllo, appoggiare le sacrosante ragioni degli apriliani, che chiedono, una volta tanto, di essere essi stessi a decidere del proprio destino e di quello dei propri figli, è cosa più che naturale. Come Comunità Proletarie Resistenti operanti in questo territorio, diciamo fin da ora che sosterremo tutte le iniziative di lotta (quando non siano esse palesemente strumentalizzate da certi squallidi trafficanti di voti) in tutte le forme, spontanee o coordinate, che la gente pontina riunita nel movimento NO TURBOGAS riterrà necessarie per fermare il folle progetto di chi vuol fare di questa pianura una terra di veleni. Che Aprilia sia per i paladini della Turbogas quello che la Val di Susa è stata per i paladini della TAV! A questi signori noi diciamo: "Sarà dura!!!", anche qui. Comunità Proletarie Resistenti - Aprilia
Comunità e Resistenza n° 0
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