Sottoscriviamo totalmente il comunicato dei compagni delle Comunità Comuniste. Solidarietà al popolo palestinese ed alla legittima Resistenza. La Redazione di Comunitarismo.it

 

Con Hamas e con tutta la legittima Resistenza armata palestinese, senza tentennamenti

 

Alcuni cadono dalle nuvole per l’ennesimo efferato crimine perpetrato dallo Stato di Israele, ma chi, come noi, si batte da anni, anche attraverso il comitato Gaza Vivrà, contro l’embargo genocida di Gaza se lo aspettava da tempo. Quando iniziammo quella campagna contro il lager a cielo aperto, in molti non sostennero l’iniziativa per via dell’appoggio esplicito ad Hamas, che aveva appena vinto le elezioni con una maggioranza schiacciante. Anche oggi, davanti alla raccapricciante aggressione sionista, a sinistra si sentono solo deboli richieste di cessate il fuoco o, al massimo, qualche voce isolata che sostiene la resistenza palestinese, senza mai nominare Hamas.

Ecco, noi vogliamo dirlo forte e chiaro: siamo solidali con Hamas, con la popolazione di Gaza e con tutte le formazioni politiche palestinesi che si battono contro i sionisti. Nessun equivoco pacifistoide, nessun eurocentrismo per giudicare le dinamiche mediorientali, nessun giro di parole.

La storia dovrebbero conoscerla tutti, ma la ripercorriamo in due righe. Hamas ha vinto le elezioni parlamentari nel 2006. Lo stato ebraico-sionista ha stretto Gaza in una morsa che possiamo definire senza mezzi termini un lager a cielo aperto. Nonostante Hamas e tutta la resistenza palestinese abbiano mantenuto i termini del cessate il fuoco mediato dall'Egitto nel giugno 2008, Israele non ha mai rispettato il proprio impegno di togliere l’assedio. Alla vigilia delle elezioni presidenziali statunitensi (novembre 2008), Israele ha lanciato un'offensiva contro Hamas, uccidendone sette membri. Il resto lo potete vedere sui media ogni giorno, purtroppo.

Spendiamo due parole anche sui media. I giornalisti italiani, ovviamente, invece di raccontare i fatti, si sono intruppati nell’esercito sionista ed hanno iniziato la loro battaglia per il fronte interno, facendo intendere ai più sprovveduti che è stato il movimento Hamas a rompere la tregua con Israele. Tra tutti s’è distinto Claudio Pagliara, della RAI, che parla solo della ripresa del lancio di missili artigianali, ma mai delle violazioni (per tutti i mesi della tregua) di Israele, della mancata apertura dei confini con Gaza per il passaggio di viveri e medicinali, delle continue incursioni militari, dei rastrellamenti, delle uccisioni, degli arresti/sequestri arbitrari, della demolizione di case, della distruzione di intere piantagioni, della militarizzazione del territorio con la moltiplicazione dei posti di blocco e la costruzione del muro dell’apartheid.
Per i giornalisti nostrani esiste solo la verità imposta dalle veline degli uffici di propaganda sionisti. Non hanno mai detto che tra le vittime dei bombardamenti degli ultimi giorni ci sono anche sette operatori dell’ONU, alcuni agenti di Gaza, tante persone comuni, donne e bambini. Ci sono anche tanti detenuti tra i morti sotto i bombardamenti. L’aviazione israeliana, dotata degli aerei più sofisticati del mondo, ha colpito scuole, università, abitazioni, moschee e le carceri, oltre alla sede del parlamento. Non ci vengano a raccontare che sono stati errori! Anche Haaretz è stato più onesto dei giornalisti nostrani, scrivendo che “le istituzioni vicine ad Hamas che sono state colpite finora comprendono scuole, centri medici, centri di beneficienza e persino mense popolari e orfanatrofi. Decine di associazioni sono state chiuse e il cibo sequestrato”.

Dopo sessanta anni di occupazione militare ed imperialista, Israele vuole chiudere la partita con una vittoria schiacciante. Siamo convinti che la legittima resistenza armata palestinese non cadrà tanto facilmente sotto i colpi della mannaia sionista, ma ha bisogno dell’appoggio di tutti noi, di tutti gli antimperialisti e di tutti i fratelli islamici che in questo momento assistono al massacro della popolazione di Gaza.

L’unica soluzione uspicabile per la risoluzione definitiva del conflitto è la costruzione di un solo Stato democratico in Palestina, che possa ospitare tutti i palestinesi, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa. Le altre opzioni le lasciamo a chi ha ancora voglia di assistere a questi massacri quotidiani.


 

Solidarietà al popolo palestinese!
 

Solidarietà e sostegno alla legittima Resistenza palestinese!

 

Comunità Comuniste


 

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