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SOVRANITÀ NAZIONALE VO’ CERCANDO
Se esistesse una classifica del servilismo siamo sicuri che l’Italia in questo momento potrebbe candidarsi seriamente alla vittoria finale con un punteggio schiacciante.Lo spettacolo al quale abbiamo assistito negli ultimi mesi avrebbe dell’incredibile se non fosse purtroppo tragicamente vero.
L’ideologia neo-con degli ultraconservatori americani sembra aver trovato una copia conforme nel circo mediatico-politico italiano che seppur con le caratteristiche dell’approssimazione tipiche di chi fa il verso ad una corrente di pensiero nata in altri lidi, ne ripete ossessivamente le argomentazioni apodittiche e senza alcun riscontro reale.
Noi non sappiamo se in altri paesi europei venga propinata una simile valanga di scemenze giornaliera a dosi sempre più massicce oppure dobbiamo pensare di essere gli unici sfortunati che si devono sorbettare le Fallaci, i Magdi Allam, i Rossella, i Ferrara e tutta la corte cresciuta nel culto dell’apocalittico «scontro di civiltà» che sta facendo le fortune personali di tanti «opinionisti»?
Personalmente non sento né vedo cotanta veemenza né in Germania, né in Francia, ma si sa l’Italia è il paese del melodramma ed anche se si trattano questioni di enorme gravità si scivola per forza di cose nel grottesco.
Quando si sente un Presidente del Senato che ad un meeting di Comunione e Liberazione si mette a sciorinare in modo compunto un bignamino del Fallaci-pensiero alzando il tricolore per convincerci che l’Islam attenta alla nostra identità (?) ed alle nostre tradizioni (?) uno indubbiamente non sa se mettersi a piangere o a ridere istericamente: insomma, se gli italiani non vanno più alla Santa Messa o non rispettano gli insegnamenti del Vangelo è colpa degli islamici…mah!
Se questa è la massima profondità di pensiero che esprimono i nostri vertici istituzionali stiamo messi male. Non sarà, caro Pera, che il modello americano basato sul consumismo individuale sfrenato ed illimitato è la prima ragione di quel calo «etico» che tanto oggi vi sta a cuore? Non sarà che l’aver educato milioni di persone e soprattutto i giovani al culto feticistico della merce e del denaro abbia allontanato dalla sfera spirituale che tanto a parole dite di amare? Il precedente biblico di Mammona indurrebbe a rispondere affermativamente, ma tant’è meglio prendersela con altre «civiltà» che non con sé stessi , in psicologia dicono che sia un rimedio infallibile…
Quanto all’immagine servile di annichilimento totale nei confronti dell’«alleato americano» abbiamo come sempre voluto esagerare un po’ come fa Briatore con le stelline e le attricette di cui si circonda…ma almeno quelle se le fotte lui…e non viene fottuto…
Cominciamo con il caso Calipari che ogni tanto riaffiora nonostante i goffi tentativi di mettere tutto a tacere per non offendere l’alleato…un po’ come si faceva ai tempi della RSI con l’alleato…quella volta germanico…
Anche qui è abbastanza evidente che le cose non sono andate come hanno cercato di accrocchiare, mi si perdoni l’utilizzo di questo verbo ma non vedo altra espressione più adatta a queste situazioni, e quindi giustamente le crepe della versione ufficiale iniziano a farsi sempre più larghe , ma anche questo fa parte del nostro teatrino che dal 1945 fornisce le più strane e contraddittorie «verità» come in un libro di Sciascia, da Portella delle Ginestre, passando per Piazza Fontana, l’Italicus, Brescia, Ustica , Bologna , il Cermis fino ad oggi.
Calipari è stato ammazzato perché agiva autonomamente dagli americani e non si limitava a seguirne le direttive. Il resto è la solita cortina fumogena alzata ad arte per far sfocare l’episodio e non permettere di risalire alla verità, fatto questo che gli americani giustamente hanno affidato a noi, maestri del genere, non prendendosi neppure la briga di presentare una versione credibile sull’accaduto.
Poi sono arrivate le dichiarazioni del presenzialista Scelli che forse per protagonismo oppure perché inviperito con qualcuno ha incominciato a dire cose che non doveva sulla liberazione delle due Simone, messo a tacere dal John Wayne della Farnesina che subito ha messo tacere Scelli rinnovando la sua eterna stima e benevolenza ai suoi amici di oltreoceano.
Fatto ripetutosi quando, subito dopo le incaute dichiarazioni di Scelli, i cow-boys hanno pensato bene di far capire agli italiani che le sceneggiate a uso interno non piacciono nel Texas e che si spara per molto meno. Il risultato: raffiche di mitra contro un camioncino dei carabinieri tanto per far capire che aria tira e chi comanda…
Anche in questo caso genuflessioni e peana elevati da Fini che neppure trascorso un giorno dall’ennesimo «incidente» ha subito rassicurato gli americani che tutto è OK.
Aggiungiamo anche la telenovela di Hamzi Issac, il marocchino accusato degli strani attentati fasulli del 21 luglio a Londra, e dell’avv. Sonnessa, attraente avvocato d’ufficio del primo.
Qui abbiamo toccato il fondo: a fronte della vergognosa campagna mediatica avviata dai giornali inglesi come il Times ed altri non propriamente tabloid popolari che dipingevano la Sonnessa come una mangiatrice di uomini e che ridicolizzavano le leggi italiane sull’estradizione equiparate tout–court a leggi «mafiose» con una carica razzista che solo gli anglosassoni riescono ad avere, non solo nessuno si è sentito in dovere di difendere quantomeno quel briciolo di dignità e di indipendenza nazionale che il caso richiedeva, a meno di non voler inserire d’imperio il Patriot Act nell’ordinamento italiano, ma addirittura alcuni gazzettieri hanno avuto l’ardire di dare ragione agli inglesi nelle loro richieste giuridicamente infondate.
Non paghi abbiamo voluto concedere uno spettacolo supplementare di fine estate che sicuramente è piaciuto ai 44 parlamentari del Congresso americano..dico ben 44 parlamentari..non l’intero Congresso Usa né il Ministro degli Esteri, tantomeno il Presidente Bush…per i camerieri italici basta la richiesta di 44 pincopalli qualsiasi eletti nell’Idaho o nell’Arkansas che si sono svegliati una mattina ed hanno chiesto e prontamente ottenuto, contro ogni convenzione diplomatica, che non fossero concessi i visti d’ingresso nel nostro paese a quattro esponenti dell’opposizione irachena che dovevano partecipare da una Conferenza prevista a Cianciano per i primi di ottobre.
Insomma, basta una lettera di 44 neo-cons invasati che il Governo italiano scatta e fa quello che gli si dice, non solo tollerando un’ingerenza nella propria sovranità che qualsiasi paese europeo avrebbe stigmatizzato, ma non salvando neppure la faccia scindendo la mancata concessione dei visti dall’ordine venuto da oltreoceano, provocando in chi scrive un disgusto tale da superare persino i conati di vomito.
Mi chiedo quando trasferiremo anche formalmente tutti i poteri a Washington cosicché il Presidente del Consiglio italiano e il Governo tutto siano eletti direttamente negli USA togliendoci anche l’incomodo dell’indignazione e la vergogna di dover assistere a queste ignobili pantomime pulcinellesche.
Paolo Diretti