
ARTICOLI
VALLE DI SUSA: UNA COMUNITÀ VIVA, AL CONTRATTACCO
La sfida lanciata dai Valsusini al governo Berlusconi prosegue, senza abbassare la guardia, rispetto al governo Prodi. In ballo non c'è solo la cancellazione della legge obiettivo, c'è un diverso modo di intendere e di praticare la democrazia. Due esempi, nel giro di pochi mesi, che esemplificano forza e autonomia del movimento: Bruzolo domenica 26 marzo, Almese domenica 15 ottobre. A Bruzolo il popolo NO TAV si autoconvoca spontaneamente e respinge la provocazione di una festa-convegno della CISL edili sulle infrastrutture, incontrando e pressando da vicino l'ineffabile Saitta (presidente SI TAV della Provincia), il sottosegretario Roberto Rosso e il neo segretario nazionale CISL Buonanni. Contestazione ferma e civile, tra sventolio di bandiere del treno crociato. Ad Almese, appena ritornati dalla manifestazione nazionale a Roma, ci riconvochiamo rapidamente in piazza per chiedere conto al sindaco diessino Gonella delle incaute dichiarazioni rese al Corriere della sera, quasi che una parte dei sindaci fosse ormai accomodante sulla questione... Il sindaco viene invitato a presentarsi sulla piazza del municipio e chiarisce il suo pensiero ribadendo la sua adesione al movimento NO TAV. Anche qui presenza civile e determinata di centinaia di cittadini. Scandalo e allarme tra i giornalisti malpensanti. Si distinguono per assenza di pensiero critico e autonomia culturale Paolo Griseri di Repubblica (ex-Manifesto!) e Massimiliano Borgia di Luna Nuova (settimanale locale di sinistra). Come si può notare dalla continuapressione mediatica, non c'è stata settimana, neppure durante le ferie, che non abbia visto la questione dell'alta velocità al centro del dibattito politico. Sapevamo che via Berlusconi le cose non sarebbero cambiate di molto. Il PUTA (Partito Unico Trasversale degli Affari) non molla ancora l'osso. Il coro SI TAV è proprio trasversale: Bresso, Chiamparino e Virano (DS), viaggiano in simbiosi con Letta e Saitta (Margherita), Osvaldo Napoli (Forza Italia), Di Pietro (new entry dell'Italia dei...valori!). Il popolo NO TAV, più vigilante di prima, riassume la svolta politica e sintetizza così: dal manganello alla vaselina!. Infatti il partito unico trasversale degli affari sa di non poter rischiare un altro confronto a muso duro con il movimento. Così inizia la telenovela dei tavoli e delle conferenze. Cercano di invischiarci in una finta trattativa disposta anche ad esaminare l'opzione zero (scartare cioè la grande opera e potenziare la linea attuale, sottoutilizzata). Mordono il freno avvalendosi delle compiacenti e numerose cronache pro TAV de La Repubblica e de La Stampa e intanto fissano i paletti del cronoprogramma, cioè di quella procedura ordinaria che porterebbe dritto dritto, con la concertazione, a giustificare l'inizio della grande opera... E' una tattica subdola, di lavoro ai fianchi, per usare un
linguaggio pugilistico. Giornalisti, industriali, banchieri, politici
voltagabbana di ogni specie provano a isolarci, a ricattare gli amministratori
più deboli con le compensazioni, a brandire l'opportunità di un referendum, che
convochi alla consultazione anche chi non sarà penalizzato direttamente dal
tracciato alta velocità. Cercano di blandirci e insieme di spaccarci, provano a
metterci contro la pragmatica e dialogante Val Sangone, valle confinante,
dipingendoci come aggressivi e retrogradi. Ma il popolo NO TAV non demorde e non
si farà abbindolare. Non è solo. Quest'estate migliaia di giovani sono accorsi
da ogni parte dItalia per il campeggio NO TAV (settima edizione), di festa e di
lotta, a Venaus, nei prati attorno al nuovo presidio promosso da Askatasuna
e dal comitato di lotta popolare. Il 4 giugno, su iniziativa della
pittrice bussolenese Daniela Baldo, 230 artisti di ogni parte d'Italia hanno
esposto a Venaus, e successivamente a Susa e a Rivera, un serpentone di tele che
interpretavano graficamente la forza del movimento e la sua capacità propulsiva,
programmatica, di un mondo diverso che non si rassegna allo scempio del
territorio. E' sorta intanto, con l'appoggio del gruppo folk Polveriera Nobel,
la corale Canta che non passa!. Il movimento ha oggi diverse canzoni e
ballate - come Gaute la nata Giuan di RicKy Avataneo e Sarà dura!
di Beppe Fiale - nate nel fuoco della lotta o nelle pause della festa e della
riflessione. Beppe Gromi e la sua compagnia Fabularasa hanno messo in
scena Opera bluffa - Ode al binario morto. Elisio Croce, operaio e
vicesindaco di Villardora, con la sua compagnia, ha invece proposto una commedia
brillante (TAV: tanti auguri Valsusa) contro la truffa TAV. Gli attori
sono provenienti dai presidi, sono ex partigiani, giovani e donne, selezionati
da questa irripetibile stagione di lotte. Una giovane famiglia di artisti
circensi, Alexander Circus, ha organizzato una decina di spettacoli sulle
piazze dei paesi per raccogliere fondi per i denunciati. Con lo stesso spirito
sono venuti a sostenerci, e ritorneranno in valle, Erri De Luca e Gian Maria
Testa. L'arte si sposa alla vita, nasce dal'linterno di una comunità ribelle e
consapevole, la difende. Il filmato musicale Venaus Revolution realizzato
da Giulio Palumbo e Mario Solara, che documenta i fatti del 6 dicembre, ha
ricevuto il premio del festival di Villadose (Rovigo) Voci per la Libertà.
Superano ormai la ventina i titoli dei libri usciti sul movimento NO TAV. Si
fanno tesi di laurea a Milano o a Firenze. Anche il SISDE sulla sua rivista
Gnosis cerca di scoprire i segreti di questa anomala lotta dal basso, e
assicura i suoi committenti che non sarà contagiosa! Sarà davvero dura! Dicevamo nell'editoriale del gennaio 2006 che il nostro movimento ha un carattere espansivo crescente, è carico di qualità e potenzialità nuove. La manifestazione di Roma lo conferma; è cosa buona anche per la nascita di questa rete nazionale di solidarietà e mutuo soccorso, che va da Venezia a Messina e cementa legami di reciproca conoscenza e appoggio fuori dei nostri confini. Attenzione e sostegno ci giungono dagli importanti convegni di Bari, Lecce, dalle università della Calabria e di Venezia, dalle prese di posizione dei cugini francesi di Lanslebourg, come noi decisi a non farsi ridurre a discarica! Eppure la battaglia per non farci rubare il futuro sarà ancora lunga. Non dobbiamo farci chiudere in una riserva e soprattutto dobbiamo pensare che presidiare il territorio vuol dire anche vigilare continuamente sulle mosse governative (lasse Letta-Virano-Bresso), legislative e giudiziarie. Ad esempio, l'infame progetto di usare nella finanziaria il fondo integrativo del TFR per finanziare le grandi opere deve essere combattuto a fondo. La difesa delle pensioni, della democrazia, della Costituzione vanno di pari passo con la difesa del territorio. Gigi Richetto
Comunità e Resistenza n° 0
|