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VALLE DI SUSA: UNA COMUNITÀ VIVA, AL CONTRATTACCO


Il filo che congiunge la manifestazione del 7 gennaio a Chambèry con quella del 14 ottobre a Roma ha tessuto ormai una robusta rete di contatti organizzativi, che ambisce a diventare una struttura di mutuo soccorso sul piano nazionale. A febbraio la Valle aveva promosso, in una kermesse culturale e politica di vasto respiro, il forum "Il Grande Cortile": tre giorni intensi di dibattito e confronto a Susa, Bussoleno, Borgone, Condove, Avigliana, con oltre tremila interlocutori provenienti da ogni parte d'Italia, per fermare la mafia delle grandi opere e discutere su come si difendono i territori e si promuovono dal basso modelli diversi di vita e di associazione.

La sfida lanciata dai Valsusini al governo Berlusconi prosegue, senza abbassare la guardia, rispetto al governo Prodi. In ballo non c'è solo la cancellazione della legge obiettivo, c'è un diverso modo di intendere e di praticare la democrazia. Due esempi, nel giro di pochi mesi, che esemplificano forza e autonomia del movimento: Bruzolo domenica 26 marzo, Almese domenica 15 ottobre.

A Bruzolo il popolo NO TAV si autoconvoca spontaneamente e respinge la provocazione di una festa-convegno della CISL edili sulle infrastrutture, incontrando e pressando da vicino l'ineffabile Saitta (presidente SI TAV della Provincia), il sottosegretario Roberto Rosso e il neo segretario nazionale CISL Buonanni. Contestazione ferma e civile, tra sventolio di bandiere del treno crociato.

Ad Almese, appena ritornati dalla manifestazione nazionale a Roma, ci riconvochiamo rapidamente in piazza per chiedere conto al sindaco diessino Gonella delle incaute dichiarazioni rese al Corriere della sera, quasi che una parte dei sindaci fosse ormai accomodante sulla questione... Il sindaco viene invitato a presentarsi sulla piazza del municipio e chiarisce il suo pensiero ribadendo la sua adesione al movimento NO TAV. Anche qui presenza civile e determinata di centinaia di cittadini. Scandalo e allarme tra i giornalisti malpensanti. Si distinguono per assenza di pensiero critico e autonomia culturale Paolo Griseri di Repubblica (ex-Manifesto!) e Massimiliano Borgia di Luna Nuova (settimanale locale di sinistra). Come si può notare dalla continuapressione mediatica, non c'è stata settimana, neppure durante le ferie, che non abbia visto la questione dell'alta velocità al centro del dibattito politico. Sapevamo che via Berlusconi le cose non sarebbero cambiate di molto. Il PUTA (Partito Unico Trasversale degli Affari) non molla ancora l'osso. Il coro SI TAV è proprio trasversale: Bresso, Chiamparino e Virano (DS), viaggiano in simbiosi con Letta e Saitta (Margherita), Osvaldo Napoli (Forza Italia), Di Pietro (new entry dell'Italia dei...valori!). Il popolo NO TAV, più vigilante di prima, riassume la svolta politica e sintetizza così: dal manganello alla vaselina!. Infatti il partito unico trasversale degli affari sa di non poter rischiare un altro confronto a muso duro con il movimento. Così inizia la telenovela dei tavoli e delle conferenze. Cercano di invischiarci in una finta trattativa disposta anche ad esaminare l'opzione zero (scartare cioè la grande opera e potenziare la linea attuale, sottoutilizzata). Mordono il freno avvalendosi delle compiacenti e numerose cronache pro TAV de La Repubblica e de La Stampa e intanto fissano i paletti del cronoprogramma, cioè di quella procedura ordinaria che porterebbe dritto dritto, con la concertazione, a giustificare l'inizio della grande opera...

E' una tattica subdola, di lavoro ai fianchi, per usare un linguaggio pugilistico. Giornalisti, industriali, banchieri, politici voltagabbana di ogni specie provano a isolarci, a ricattare gli amministratori più deboli con le compensazioni, a brandire l'opportunità di un referendum, che convochi alla consultazione anche chi non sarà penalizzato direttamente dal tracciato alta velocità. Cercano di blandirci e insieme di spaccarci, provano a metterci contro la pragmatica e dialogante Val Sangone, valle confinante, dipingendoci come aggressivi e retrogradi. Ma il popolo NO TAV non demorde e non si farà abbindolare. Non è solo. Quest'estate migliaia di giovani sono accorsi da ogni parte dItalia per il campeggio NO TAV (settima edizione), di festa e di lotta, a Venaus, nei prati attorno al nuovo presidio promosso da Askatasuna e dal comitato di lotta popolare. Il 4 giugno, su iniziativa della pittrice bussolenese Daniela Baldo, 230 artisti di ogni parte d'Italia hanno esposto a Venaus, e successivamente a Susa e a Rivera, un serpentone di tele che interpretavano graficamente la forza del movimento e la sua capacità propulsiva, programmatica, di un mondo diverso che non si rassegna allo scempio del territorio. E' sorta intanto, con l'appoggio del gruppo folk Polveriera Nobel, la corale Canta che non passa!. Il movimento ha oggi diverse canzoni e ballate - come Gaute la nata Giuan di RicKy Avataneo e Sarà dura! di Beppe Fiale - nate nel fuoco della lotta o nelle pause della festa e della riflessione. Beppe Gromi e la sua compagnia Fabularasa hanno messo in scena Opera bluffa - Ode al binario morto. Elisio Croce, operaio e vicesindaco di Villardora, con la sua compagnia, ha invece proposto una commedia brillante (TAV: tanti auguri Valsusa) contro la truffa TAV. Gli attori sono provenienti dai presidi, sono ex partigiani, giovani e donne, selezionati da questa irripetibile stagione di lotte. Una giovane famiglia di artisti circensi, Alexander Circus, ha organizzato una decina di spettacoli sulle piazze dei paesi per raccogliere fondi per i denunciati. Con lo stesso spirito sono venuti a sostenerci, e ritorneranno in valle, Erri De Luca e Gian Maria Testa. L'arte si sposa alla vita, nasce dal'linterno di una comunità ribelle e consapevole, la difende. Il filmato musicale Venaus Revolution realizzato da Giulio Palumbo e Mario Solara, che documenta i fatti del 6 dicembre, ha ricevuto il premio del festival di Villadose (Rovigo) Voci per la Libertà. Superano ormai la ventina i titoli dei libri usciti sul movimento NO TAV. Si fanno tesi di laurea a Milano o a Firenze. Anche il SISDE sulla sua rivista Gnosis cerca di scoprire i segreti di questa anomala lotta dal basso, e assicura i suoi committenti che non sarà contagiosa!
In collaborazione e su suggerimento del movimento NO TAV l'on.le Marilde Provera di Rifondazione, con tutto il suo gruppo parlamentare e l'adesione di Verdi e Comunisti italiani, ha avviato la procedura per l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sul malaffare delle grandi opere. L'intreccio movimento-istituzioni, se continua la pressione dal basso dei cittadini, apre nuovi scenari, utili per la Valle e per il paese. Infatti la questione TAV è parte di un mosaico molto più grande che riguarda questione morale, ambientale ed economica. I lavori di documentazione e denuncia di Imposimato e Cicconi costituiscono una solida base di partenza. Noi in Valle continueremo a fare la nostra parte, senza deleghe, senza illusioni, con la pazienza e la determinazione dei montanari! Di questo è convinta anche la parlamentare europea dei Verdi Monica Frassoni, che è ritornata in Valle per incontrare la gente dei presìdi, a Borgone e Venaus domenica 22 ottobre, sicura del nostro impegno di massa, sempre vigile a Bruxelles e attiva al nostro fianco. Intanto il nostro mensile Sarà dura! è ormai al suo settimo numero e viene diffuso dovunque. In pochi mesi il suo sito (www.saradura.com) è stato visitato da oltre 15 mila
soggetti. Su ogni numero della rivista Sarà dura! compare la rubrica contributi per un libro bianco, che riferisce le testimonianze della infame aggressione subita dai presidianti la notte del 6 dicembre a Venaus da parte delle truppe di Pisanu. (La stessa magistratura torinese è stata costretta ad aprire un procedimento contro le illegalità e le violenze compiute da una parte dello Stato contro la Valle!) Sarà dura! registra le assemblee e i dibattiti, documenta gli approfondimenti scientifici, fotografa le camminate e le imprese politico-agonistiche del movimento, come la tre giorni da Torino a Lione in bici degli atleti NO TAV; la marcia di quindici giorni Venaus-Roma dal 30 giugno al 14 luglio, che ha favorito i collegamenti tra le varie comunità che resistono; la traversata a nuoto dello stretto di Messina il 24 agosto,
realizzata in 40 minuti dalla sindaca di Borgone Simona Pognant, per consolidare il gemellaggio con i NO PONTE. Il movimento, come ci proponevamo fin dal primo numero di Sarà dura!, pubblicando la CARTA DEL POPOLO NO TAV, ha fatto un salto di qualità. La forza della lotta popolare di massa e nonviolenta ha prodotto all'interno della Valle la nascita dell'importante comitato emissioni zero contro l'insostenibile inquinamento provocato dalle acciaierie Beltrame di Bruzolo; ha dato forza ai cittadini dell'alta valle che, guidati dall'intelligente e tenace gruppo di Montagna nostra, ha messo al centro della mobilitazione valsusina la rivendicazione del contingentamento dei TIR, con l'imponente e storica manifestazione del 22 luglio a Bardonecchia. Proprio in queste settimane Montagna nostra ha lanciato una puntuale campagna di controinformazione sulla comprovata presenza di amianto nella zona della progettata galleria di Claviere, che rientra in quell'area della montagna Chaberton-Cotolivier dove l'ineffabile Mercedes Bresso spinge per un altro tunnel ferroviario Oulx-Briancon! La fantasia e la voracità del PUTA non ha limiti; ma intanto un risultato lo sta già ottenendo: aprire gli occhi all'alta valle, che sta entrando in fibrillazione come la bassa valle di Susa e la stessa Val Sangone.

Sarà davvero dura!

Dicevamo nell'editoriale del gennaio 2006 che il nostro movimento ha un carattere espansivo crescente, è carico di qualità e potenzialità nuove. La manifestazione di Roma lo conferma; è cosa buona anche per la nascita di questa rete nazionale di solidarietà e mutuo soccorso, che va da Venezia a Messina e cementa legami di reciproca conoscenza e appoggio fuori dei nostri confini. Attenzione e sostegno ci giungono dagli importanti convegni di Bari, Lecce, dalle università della Calabria e di Venezia, dalle prese di posizione dei cugini francesi di Lanslebourg, come noi decisi a non farsi ridurre a discarica! Eppure la battaglia per non farci rubare il futuro sarà ancora lunga. Non dobbiamo farci chiudere in una riserva e soprattutto dobbiamo pensare che presidiare il territorio vuol dire anche vigilare continuamente sulle mosse governative (lasse Letta-Virano-Bresso), legislative e giudiziarie. Ad esempio, l'infame progetto di usare nella finanziaria il fondo integrativo del TFR per finanziare le grandi opere deve essere combattuto a fondo. La difesa delle pensioni, della democrazia, della Costituzione vanno di pari passo con la difesa del territorio.

Gigi Richetto

Comunità e Resistenza n° 0

 

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